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Statistiche Web

Statuto del Partito Democratico

Articolo I

I Principi e valori fondanti

Il Partito Democratico si ispira ai principi fondamentali di progresso e sviluppo nei riguardi dei tre soggetti a cui l’azione politica e sociale si rivolge:

L’obiettivo che il Partito Democratico si pone, nella realizzazione del suo programma, è la convivenza armoniosa tra gli uomini, attraverso lo sviluppo del talento e delle capacità personali dell’individuo, che deve trovare piena possibilità di cogliere tutte le opportunità realizzabili all’interno della Società civile, nel rispetto delle regole istituite dallo Stato nella sua fondazione. Lo Stato deve limitare il corpo delle leggi che ne regolano il funzionamento a quegli ambiti di intervento propri di tutela e salvaguardia degli interessi della collettività e dei diritti della persona.

Il Partito Democratico intende costruire un modello organico di società, secondo i principi sopra esposti, basata sui valori costituenti dello Stato. I valori fondanti del Partito sono:

Libertà. L’uomo è un essere libero che decide di vivere all’interno della società civile in convivenza pacifica garantita dalla tutela della libertà individuale, e di tutti i diritti ad essa associati, dallo Stato democratico, che si erige quale organismo a tutela dell’Individuo e della società civile senza essere a queste contrapposto.
La libertà è il bene supremo della persona a cui lo Stato e la società civile non possono opporsi. La persona può essere privata della sua libertà nel momento in cui le sue azioni contrastano con l’interesse collettivo, o con le regole di giustizia, attraverso la sanzione, che la legge riconosce come giusta allo scopo di ripristinare i diritti violati ed al fine di rieducare l’individuo al rispetto della legalità.
La libertà si attua, come espressione e scelta, nella libertà di pensiero e di azione nella salvaguardia del pluralismo etico, politico, economico e sociale. Lo Stato riconosce il libero mercato come un presupposto a cui si attiene, al fine di garantire i benefici che i cittadini possono trarre dalla libera produzione e circolazione dei beni e dei servizi, nel rispetto della legalità.
Lo Stato riconosce la libertà degli altri Stati sovrani, e delle comunità al suo interno, purché questi non violino la propria.

Uguaglianza. Il valore dell’uguaglianza si basa sul riconoscere l’importanza della differenza tra le persone, i sessi, le culture, le religioni, e qualunque altra caratteristica contraddistingua gli essere umani ed i pensieri che loro esprimono, rifiutando ogni discriminazione che da questi possa derivare, di fronte alla legge, alla società, agli individui.
Lo Stato deve attuare nei suoi programmi e nelle leggi il superamento delle disuguaglianze sociali e la piena affermazione delle pari opportunità per ognuno, la parità dei ruoli tra donne e uomini nella politica e nella società. Per lo Stato gli individui sono sullo stesso piano di parità dei loro diritti, che esso si impegna a riconoscere e tutelare; i diritti che derivano per gli individui dalle leggi sono tutelati, purché gli individui riconoscano il valore delle stesse e si pongano nella condizione di rispettarle.

Dignità. Il significato della vita sociale dell’individuo è riposto nella salvaguardia della dignità della persona da parte degli altri individui, della società civile e dello Stato. La dignità personale deve essere tutelata nel rispetto dell’identità dell’individuo e dell’autonomia delle sue scelte, in relazione alla propria cultura, credo e religione. Lo Stato deve garantire la dignità dell’individuo, attraverso la salvaguardia dei suoi diritti e delle sue libertà, attuando le iniziative necessarie affinché la persona possa mantenere la propria indipendenza, mantenendo salvo il principio che ogni cittadino deve contribuire al proprio sostentamento attraverso il proprio lavoro una volta completata la sua formazione scolastica.

Solidarietà. Il valore della solidarietà afferma e consolida la relazione tra gli individui, tra i ceti sociali all’interno della società civile, tra le diverse comunità che compongono lo Stato.
Essa si estrinseca nella salvaguardia del sostegno economico tra le generazioni e nel rispetto dei doveri fiscali dell’individuo, che consentono la produzione e la distribuzione dei servizi sociali che lo Stato deve garantire.
Il valore della solidarietà si estrinseca anche attraverso il principio della sussidiarietà tra le comunità locali a salvaguardia dell’unità dello Stato e dell’uguaglianza dei cittadini.

Fratellanza. La libertà e l’uguaglianza tra gli esseri umani sono i cardini su cui si fonda il valore della fratellanza, che significa primariamente riconoscimento e rispetto delle diversità altrui e amore per la vita. La fratellanza detta il dovere della solidarietà verso altre comunità ed altri popoli, oltre al principio della non violenza come regola nelle relazioni tra persone, popoli e Stati. Il rispetto della non violenza non impedisce allo Stato la tutela della propria difesa ed il soccorso alle nazioni minacciate o aggredite, in accordo con i principi e le decisioni della comunità internazionale.

Rispetto. Il rispetto è il principio alla base della civile convivenza tra gli individui, e le comunità. Esso si applica in modo reciproco tra i vari soggetti che compongono la comunità – l’individuo, la società civile e lo Stato – e nei riguardi di ogni regola o legge emanata per regolare il funzionamento della comunità. Il rispetto delle regole e dei valori è fondamentale per consentire ad ogni individuo la realizzazione del proprio progetto di vita e garantirne lo sviluppo personale, che rimane il fine ultimo della convivenza collettiva.
Il principio del rispetto completa la realizzazione dei valori fondanti dello Stato, sia all’interno della comunità che verso gli altri popoli e nazioni. Su ogni interesse o diritto, sia esso individuale o collettivo nazionale o sovranazionale, prevale il rispetto dell’ambiente al fine di tutelare le condizioni che rendono sostenibile sulla terra la vita delle generazioni future.

Articolo II

Il nome, la sede, il simbolo e la durata del Partito

Il nome del partito è Partito Democratico.

La sede è fissata in Roma, Via Carlo Poma, 4

Il Partito assume come proprio simbolo due loghi: il primo logo è costituito da due lettere “P” e “D” ad indicare le iniziali del nome, in maiuscolo la prima e minuscolo la seconda stilizzate in colore rosso, racchiuse in un quadrato bianco bordato di colore verde con sottostante la scritta Partito Democratico in colore rosso su due righe; il secondo logo è costituito dalla scritta Partito Democratico, in colore rosso su due righe avente come iniziali le lettere “P” e “D” nel medesimo stile del precedente, racchiusa in un quadrato bianco bordato di colore verde. Il tutto come dai due esempi allegati.

Il Partito Democratico assume come colori dei propri simboli il bianco, rosso e verde della bandiera italiana a riprova della piena adesione del Partito alla storia della Repubblica ed alla salvaguardia dell’unità nazionale.

Il Segretario del Partito è responsabile del simbolo e ne autorizza l’uso secondo il regolamento approvato.

La durata del Partito è illimitata.

Articolo III

Iscrizione al Partito Democratico

Possono liberamente iscriversi al Partito Democratico ogni donna e ogni uomo ovunque residenti cittadini dell’Unione Europea, o di altri paesi abitanti in Italia, che condividano le finalità, i valori fondanti e l’ispirazione politica del Partito.

L’iscrizione genera una reciproca assunzione di diritti e doveri tra gli iscritti e verso il Partito stabiliti in questo Statuto.

L’iscrizione al Partito è individuale e annuale, si completa attraverso la registrazione pagando la quota di iscrizione prevista, e ricevendo la tessera.

L’iscrizione è richiesta dal candidato al Partito e viene vagliata dal Consiglio dei Garanti che l’approvano, ovvero possono, per motivate ragioni, rifiutarla. Dopo l’approvazione viene registrata nell’Anagrafe degli iscritti custodita presso il Consiglio dei Garanti.

L’iscrizione al Partito è incompatibile con l’iscrizione ad un altro partito o a movimenti che presentino liste concorrenziali a quelle del Partito in consultazioni elettorali, o la partecipazione ad associazioni che comportino vincoli di segretezza o forme di mutuo sostegno, o che si pongano in contrasto con i principi di uguaglianza di fronte alla legge sanciti dalla Costituzione. L’iscrizione è anche incompatibile con l’adesione ad altre associazioni che professino o pratichino idee in contrasto con i valori fondanti di cui al presente Statuto.

III.1

Diritti e doveri delle iscritte e degli iscritti

Ogni persona iscritta al Partito Democratico ha il diritto di partecipare, ricevendo informazioni, alla vita del Partito, contribuendo alla formulazione delle sue scelte, attraverso liberi interventi nelle discussioni e nella formulazione delle proposte, esprimendo e sostenendo in ogni sede, di partito o pubblica, ed attraverso ogni mezzo, le proprie posizioni ideali, culturali e politiche, sempre e comunque anche con idee non sostenute dalla maggioranza del Partito.

Ogni persona iscritta al Partito Democratico ha il diritto di richiedere la convocazione degli organismi di cui fa parte, la promozione di referendum su temi di rilevanza nazionale regionale e locale, secondo le modalità stabilite dal regolamento adottato, come anche la costituzione di gruppi tematici o politici.

In particolare ogni iscritta ed iscritto al Partito Democratico ha il diritto di:

  1. Partecipare all’elezione degli organi dirigenti del Partito ed essere candidati a farne parte;

  2. Essere candidati a far parte di delegazioni al Congresso ad ogni livello;

  3. Avanzare proposte di candidature per le elezioni politiche nazionali e locali, per gli organi dirigenti e le delegazioni congressuali, nel rispetto delle norme statutarie e regolamentali;

  4. Chiedere, in presenza di inadempienze degli organi dirigenti, di intervenire perché i propri diritti di partecipazione siano effettivamente esercitabili;

  5. Presentare ricorso al Consiglio dei Garanti, ricevendone tempestiva risposta, su inadempienze degli organi e su qualunque decisione presa nei propri confronti.

  6. Ogni persona iscritta al Partito Democratico ha il dovere di concorrere con il proprio impegno all’azione politica del Partito, e dei suoi rappresentanti politici, contribuendo alla diffusione delle posizioni politiche e dei valori fondanti del Partito, nel rispetto delle norme statutarie e delle leggi dello Stato.

    In particolare ogni iscritta ed iscritto al Partito Democratico ha il dovere di:
     

  7. Rispettare le regole dello Statuto;

  8. Partecipare in modo attivo e democratico alla vita del Partito;

  9. Concorrere con il proprio impegno all’azione politica del Partito;

  10. Pagare regolarmente la quota di iscrizione, secondo le regole fissate dal Regolamento finanziario, contribuendo al sostegno finanziario del Partito.

Articolo IV

L’organizzazione del Partito

IV.1 Il Congresso nazionale

Il Congresso Nazionale è l’espressione suprema della democrazia del Partito.

Il Congresso, attraverso il voto a maggioranza degli aventi diritto:

  1. Decide il programma del Partito ed approva documenti di orientamento politico vincolanti per la sua azione;

  2. Approva lo Statuto del Partito e le sue eventuali modifiche, con il voto qualificato dei due terzi degli aventi diritto;

  3. Elegge il Presidente del Partito, il Segretario, la metà del Consiglio Nazionale ed il Consiglio dei Garanti.

Il Congresso Nazionale è formato dalle iscritte e dagli iscritti e da tutti i soggetti che aderiscono al Partito Democratico convocati in Assemblea, per le votazioni relative ai precedenti punti, che rimane in carica fino alla convocazione del prossimo Congresso.

Il Congresso si svolge in via ordinaria ogni anno. E’ convocato dal Consiglio nazionale che nella stessa seduta acquisisce l’elenco delle iscritte e degli iscritti. Nella stessa data le iscrizioni ai fini congressuali vengono bloccate. Un regolamento congressuale, approvato dal Consiglio Nazionale, stabilisce l’ordine del giorno e le norme per l’elezione degli organi politici ed amministrativi e per lo svolgimento del Congresso.

L’Assemblea è regolarmente riunita con la presenza dei partecipanti iscritti che in quel momento formano la maggioranza qualificata degli aventi diritto al voto.

L’Assemblea può essere chiamata ad esprimersi, senza convocare il Congresso, anche attraverso Internet qualora il Segretario, ovvero un terzo dei componenti, lo richiedano.

IV.2 Il Segretario politico nazionale

Il Segretario politico è il rappresentante politico del Partito, garante dell’ordinamento, ed è responsabile del programma sul quale ha ricevuto il mandato del Congresso.

E’ responsabile dell’uso del simbolo ai sensi dell’art. 2.

E’ eletto con la maggioranza dei voti validamente espressi dagli iscritti al Congresso e dura in carica tre anni.

Le candidature a Segretario sono presentate al Consiglio Nazionale, prima del Congresso convocato per la rielezione del Segretario. Insieme alla candidatura i candidati presentano il programma, ovvero i punti programmatici, che intendono presentare al Congresso per la discussione delle mozioni ed il voto.

La figura del Segretario politico si ispira ai seguenti principi:

  1. Il Segretario viene eletto direttamente dall’Assemblea durante il Congresso nazionale e ad essa risponde delle proprie scelte politiche;

  2. Il Segretario è stato votato dall’Assemblea sulla base del programma e delle mozioni discusse durante il Congresso, e la sua azione politica deve mantenersi in linea con esso;

  3. Il Consiglio Nazionale stabilisce se l’elezione del Segretario debba avvenire a scrutinio segreto oppure a scrutinio palese;

  4. Il Segretario ha diritto di chiedere la convocazione del Consiglio Nazionale ed il Presidente deve provvedere entro 24 ore;

  5. Il Segretario politico può essere revocato con voto a maggioranza dei componenti l’Assemblea congressuale convocata su richiesta di un terzo dei suoi componenti, che può esprimersi anche attraverso Internet. In questo caso l’Assemblea elegge un reggente fino al nuovo Congresso, che deve essere convocato non più tardi di sei mesi dalla data della revoca;

  6. In caso di impedimento, o di dimissioni del Segretario, il Presidente subentra nella gestione e nell’indirizzo politico fino al nuovo Congresso, che procede all’elezione del nuovo Segretario secondo le modalità stabilite dal Consiglio Nazionale;

  7. Il Segretario è coadiuvato nella sua azione dalla Segretaria politica, i cui componenti sono scelti e proposti dal Segretario e vengono eletti, in un unico scrutinio, dal Consiglio Nazionale. Il Segretario può decidere, motivandola, la sostituzione o l’integrazione di uno dei componenti della Segreteria. In entrambi i casi si procede con la medesima modalità prima descritta.

IV.3 Il Consiglio Nazionale

Il Consiglio Nazionale è l’organo che definisce gli orientamenti politici e programmatici del Partito, sulla base degli indirizzi fissati dal Congresso nazionale e delle decisioni assunte dall’Assemblea congressuale.

Il Consiglio Nazionale è convocato e presieduto dal presidente del Partito, che può avvalersi di un ufficio di Presidenza.

Il Consiglio Nazionale discute le scelte politiche significative per il Partito dando al Segretario politico la delega per la sua attuazione.

Il Consiglio nazionale:

  1. Determina autonomamente le forme di organizzazione e la pubblicità dei propri lavori;

  2. Conclude di regola le proprie riunioni con l’approvazione di documenti che fissano linee di azione e scelte impegnative per il Partito;

  3. Convoca il Congresso nazionale, stabilisce il regolamento per lo svolgimento e l’ordine del giorno, raccoglie le candidature a Segretario politico, stabilisce le norme per la discussione del programma e per l’elezione del Segretario;

  4. Elegge la Segreteria su proposta del Segretario ed eventualmente organismi politici intermedi;

  5. Elegge il Tesoriere e il Comitato di Tesoreria;determina, in occasione di consultazioni elettorali, a maggioranza assoluta dei componenti, le modalità con cui il Partito si presenta alle elezioni.

  6. Il Consiglio nazionale è formato da:

  7. Quattro componenti eletti sulla base dei risultati congressuali per metà dal Congresso nazionale;

  8. Il Segretario, il Presidente del Partito, il Tesoriere, e da almeno quattro membri eletti cooptati dal Consiglio stesso con votazione a maggioranza degli aventi diritto;

  9. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio nazionale dei Garanti che partecipa al Consiglio Nazionale senza diritto di voto;

  10. Qualora la composizione del Consiglio non sia corrispondente ai risultati congressuali, ovvero per ragioni motivate, il Consiglio Nazionale può cooptare nuovi componenti, con maggioranza degli aventi diritto al voto, nel rispetto dei risultati congressuali;

  11. Il Consiglio Nazionale è convocato dal Presidente del Partito, o su richiesta del Segretario, o di almeno un terzo dei suoi componenti, con l’ordine del giorno da essi fissato . Il Consiglio nazionale è presieduto dal Presidente del Partito, che può farsi coadiuvare da un Ufficio di Presidenza;

  12. Il Consiglio Nazionale approva, su proposta del Presidente, il proprio regolamento entro la prima sessione successiva a quella di insediamento.

IV.4 Il Presidente del Partito

Il Presidente del Partito viene eletto durante il Congresso nazionale, con la maggioranza dei voti validamente espressi dell’Assemblea. Il Presidente del Partito presiede l’Assemblea congressuale ed il Consiglio nazionale.

Il Presidente è responsabile della convocazione delle riunioni del Consiglio Nazionale, della definizione dell’agenda degli argomenti di discussione e della disposizione delle regole per lo svolgimento del Congresso Nazionale.

Il Presidente può avvalersi di un Ufficio di Presidenza da lui nominato.

IV.5 Il Consiglio dei Garanti

Il Consiglio dei Garanti è composto da 5 componenti che non fanno parte di organi di direzione politica del Partito, eletti dal Congresso Nazionale, e dura in carica tre anni. I suoi compiti sono:

  1. Attenersi ai criteri di indipendenza e imparzialità;

  2. Eleggere il proprio Presidente, con la maggioranza dei voti validamente espressi;

  3. Adottare un Regolamento interno per l’esercizio delle proprie funzioni e definire un Regolamento disciplinare entro un mese dalla sua elezione;

  4. Reintegrare i membri venuti meno per dimissioni o altra causa;

  5. Vigilare su casi di discriminazione che vengano sottoposti ed esprimersi applicando le norme di disciplina;

  6. Dirimere le controversie che possono crearsi all’interno degli organi del Partito;

  7. Verificare la corretta applicazione delle norme statutarie;

  8. Verificare ed approvare le norme contenute nel Regolamento Finanziario;

  9. Approvare le iscrizioni al Partito, custodire l’Anagrafe degli iscritti e controllare la corretta applicazione del tesseramento;

  10. Assumere la direzione del Partito nel caso di impossibilità o dimissioni sia del Segretario che del Presidente fino alla convocazione del Congresso Nazionale;

IV.6 Il Tesoriere

Il Tesoriere del Partito è eletto, unitamente al Comitato di tesoreria di cui fa parte, dal Consiglio nazionale, su proposta del Presidente dello stesso, con la maggioranza dei voti validamente espressi.

Il Tesoriere è responsabile delle attività economiche, patrimoniali e amministrative del Partito. Egli ha la rappresentanza legale e giudiziale attiva e passiva del Partito. Il regolamento finanziario ne disciplina i poteri.

IV.7 Il Comitato di Tesoreria

Il Comitato di Tesoreria è eletto, unitamente al Tesoriere, dal Consiglio nazionale su proposta del Presidente dello stesso, con la maggioranza dei voti validamente espressi.

Il comitato di tesoreria elegge tra i suoi membri un Presidente che ne cura la convocazione, definisce ed adotta il Regolamento finanziario del Partito entro la prima riunione di convocazione.

Il Comitato di tesoreria svolge funzioni di indirizzo e di controllo delle attività economiche e patrimoniali del Partito, nell’ambito dei poteri ad esso attribuiti dal regolamento finanziario nazionale, verificando che l’attività del Tesoriere corrisponda a quanto stabilito.

Articolo V

L’attività economica

Il Partito ha una propria autonomia patrimoniale che dipende dagli atti e dai rapporti giuridici, economici e patrimoniali da esso posti in essere.

Il Regolamento Finanziario nazionale è definito ed approvato dal Comitato di Tesoreria entro il termine di cui all’art. IV.7 2° comma.

Le norme in esso contenute, preventivamente sottoposte ad approvazione da parte del Consiglio nazionale dei Garanti, costituiscono parte integrante dello Statuto

In conformità alle normative vigenti per le attività degli Enti non commerciali viene espressamente stabilito che:

  1. Il Partito non può distribuire agli iscritti, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, risorse o capitale, per tutta la durata della sua attività salvo diverse disposizioni di legge;

  2. in caso di scioglimento della struttura organizzativa il suo patrimonio, salvo diversa destinazione imposta per legge, sarà devoluto secondo quanto stabilito dall’Assemblea;

  3. Il Partito redigerà ed approverà annualmente un rendiconto economico e finanziario, nei tempi e con le modalità previste dalle disposizioni di legge e/o dal Regolamento Finanziario;

  4. La quota associativa è intrasmissibile e non dà luogo ad alcuna rivalutazione.