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1.      Come è nato il Partito Democratico?
Il PD è nato dall’iniziativa di alcuni cittadini di area moderata che alla fine del 2004 hanno voluto dare vita ad un partito di rinnovamento.

2.     
Perché è nato il PD?

Perché gli attuali partiti sono figli della politica del ‘900, basata sulle ideologie e su categorie di pensiero superate. Le ragioni della nascita ed i motivi alla base sono spiegate nel dettaglio in pagine dedicate all’interno del sito.

3.     
A cosa si ispira il PD?

Il manifesto politico del partito è dettagliatamente descritto in un sito dedicato www.nuovopatto.it . La prima edizione di un saggio politico che riportava i concetti in esso contenuti risale al 1995; è stata poi rivisitata nel 2002 nella versione attualmente disponibile.

4.      Quali sono gli obiettivi del PD?
Il PD si pone l’obiettivo di sviluppare un nuovo partito politico che superi le categorie del pensiero politico ideologico attuale, portando un vero cambiamento in politica, che abbia l’ambizione di trasformare la società puntando su valori e principi di progresso.
Gli obiettivi del PD, insieme ai valori su cui si fonda, sono dettagliatamente descritti nello statuto del partito.

5.      Ma che bisogno c’era di un nuovo partito?
La politica deve tornare a guidare la società, ed ha bisogno di un profondo rinnovamento che non può avvenire senza un momento di discontinuità. Il PD intende portare questa discontinuità e più che essere un nuovo partito è un partito nuovo, anche nella modalità in cui dialoga con il mondo esterno e con i suoi iscritti.

6.      Chi sono le persone che costituiscono il PD?
Sono semplici cittadini, persone come tutte le altre che appartengono alle più diverse categorie sociali, che hanno in comune il fatto di essere dei moderati preoccupati per il loro paese che vogliono fare qualcosa per portare un cambiamento in politica e nella società. Non abbiamo suggeritori politici, o interessi, che si spingono oltre quelli che sono espressi chiaramente nel nostro statuto e nelle ragioni per cui siamo nati .

7.     
Chi sono i rappresentanti del PD?

Il PD ha organismi democratici che sono descritti nello statuto . I suoi rappresentanti sono il Segretario politico ed il Presidente.

8.      Perché non sono pubblicizzati i nomi delle persone che compongono gli organi direttivi?
L’obiettivo di coloro che hanno fondato il PD non è quello di fare pubblicità alle proprie persone con questa iniziativa. Quindi in questa fase della vita del partito si intende portare tutta l’attenzione verso le idee e i programmi del partito, e non sui componenti.
Tuttavia le persone che si iscrivono al partito ricevono le informazioni sui componenti del direttivo. Le stesse informazioni sono date a coloro che scrivono presentandosi non in forma anonima.

9.      Il PD è una setta segreta?
Assolutamente no. Il PD è stato regolarmente fondato nel 2005 con atto pubblico registrato presso il notaio S. Agostino di Roma ed è un soggetto giuridico con un proprio codice fiscale nel suo pieno diritto.
Il PD si muove nella piena legalità rispettando la Costituzione della Repubblica Italiana e secondo quanto previsto dall’art. 18 della stessa e dalle norme del Codice Civile in materia.

10. 
Si possono conoscere gli iscritti?
Il PD è depositario delle informazioni relative ai propri iscritti, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy, e per nessun motivo queste vengono divulgate. Pur non avendo nulla da nascondere per rispetto e tutela dei nostri iscritti non concediamo informazioni sui nostri aderenti.

11. 
Il PD ha una sede o delle sezioni territoriali?
Abbiamo una sede in Roma. Molti dei nostri iscritti hanno chiesto di poter aprire delle sedi territoriali. Sono allo studio dei programmi che prevedono un ampliamento organizzativo per supportare una struttura distribuita sul territorio.

12.  Come ci si iscrive al PD?
Attraverso il sito, nella sezione dedicata che potete raggiungere attraverso la barra di navigazione a sinistra, oppure inviando il modulo alla sede via posta.

13. 
Per iscriversi si devono sostenere dei costi?
Non ci sono costi da sostenere per l’iscrizione. Poiché siamo nella fase iniziale della vita del partito per noi è importante ricevere interesse e partecipazione, vogliamo che le persone non abbiano dubbi sul fine che ci proponiamo. I costi per le attività sostenute sono stati finanziati direttamente dai fondatori.
Quando saranno completati gli organigrammi e le attività prenderanno maggiore peso, allora saranno stabiliti, dagli organismi preposti, i programmi di finanziamento e di sostegno.
Gli iscritti non hanno comunque alcun obbligo finanziario precostituito.

14.  Perché è stato scelto il nome di Partito Democratico?
Perché esso rappresenta la sintesi delle idee e dei valori espressi e perché fin dall’inizio, nel 1995, l’idea era quella di sviluppare un partito in grado di dare voce ai moderati attraverso un processo democratico di dialogo con la base, e di formazione dei programmi, che fosse un modello di democrazia partecipativa.

15.  Il nome Partito Democratico non è un’azione di propaganda strumentale per sfruttare l’attenzione dei media?
Assolutamente no. Il nome Partito Democratico era presente nei primi documenti sviluppati, e registrati presso la SIAE, fin dal 1995. Inoltre il nostro partito è stato costituito prima che si creasse tutta questa attenzione politico-mediatica intorno a questo nome.
Si deve inoltre considerare che il nostro partito è l’unico autorizzato ad usare il nome ed il marchio Partito Democratico che sono stati regolarmente registrati e quindi di nostro assoluto diritto.

16. 
Il PD come si pone riguardo al processo di costituzione del nuovo partito della sinistra?
Noi siamo molto contenti dell’attenzione che c’è in questo momento nella costituzione di un partito progressista e riformista e riteniamo il nostro contributo, di idee e di iscritti, utile a che questo processo si realizzi.
 
17. 
In quale modo il PD intende contribuire?

Siamo in contatto con le varie organizzazioni che sono attive in questo processo, riteniamo di poter apportare un modello di valori e un’esperienza di contatto con la società civile. Il nostro percorso è iniziato molto tempo prima, e riteniamo quindi che sia una realtà della quale sarà tenuto conto.
Il nostro obiettivo è dare un contributo fattuale e positivo al processo di rinnovamento della politica, non è una ricerca di posizioni egemoniche o di potere.
 

18.  Perché non impedite l’utilizzo del nome Partito Democratico?
Non è nostra intenzione ostacolare alcun processo, finché esso non si pone in modo contraddittorio rispetto ai nostri principi. Il nostro è un partito che tende ad includere tutti, non ad escludere. Quello che abbiamo costituito finora è un patrimonio comune che intendiamo mettere a disposizione del paese; ci aspettiamo che questo bene, che stiamo attentamente preservando, venga condiviso. Al momento opportuno saremo ben lieti di rendere disponibile il nostro patrimonio.
Nello frattempo osserviamo con attenzione e vigiliamo su eventuali abusi da parte di altri che intendano appropriarsi di questo marchio, senza averne diritto e senza il nostro consenso.

19.  Quali attività sono in atto per sviluppare il PD?
In questo momento la nostra attività è di carattere prettamente divulgativo riguardo alle nostre idee ed alle nostre posizioni. Il mezzo principale con cui informiamo la nostra base è il sito Internet, che ha un blog di commento, ed una newsletter settimanale.
Abbiamo allo studio dei programmi per lo sviluppo del contatto sul territorio.
 

20.  Se DS e Margherita dovessero costituire un loro Partito Democratico cosa farete?
Il processo di costituzione di un partito unico da parte dei grandi partiti esistenti è lungo e per nulla scontato. Osserviamo con attenzione cosa sta succedendo e siamo sicuri che al momento opportuno il nostro contributo sarà tenuto nella giusta considerazione.
Il Partito Democratico è già stato costituito ed è a disposizione di tutti, siamo sicuri che sarà utile averlo fatto.