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Statistiche Web
29 gennaio 2007
LA BASE DEI VALORI
Tony Blair al Forum di Davos ha detto che per cooperare a livello internazionale è necessario che le entità, stati o organizzazioni che siano, condividano i valori che sono alla base delle scelte fatte. Che forse questo tema dei valori sia importante?
C'è da chiedersi, e sarebbe bene che i nostri politici lo facessero, se la nascita di nuovi soggetti politici, tanto a destra quanto a sinistra, si possa fare senza condividere una base di partenza, che non può essere un programma di riforme o interventi per quanto importanti essi siano, ma una solida visione dei valori che li ispirano. Anche perchè senza questi si rimane sempre nell'ambiguità e nella mancanza di chiarezza; come possono infatti stare insieme persone che non la pensano nello stesso modo, o che, su temi di base, hanno visioni differenti. Come oggi succede già all'interno delle due coalizioni, di maggioranza e di minoranza. Hanno ragione ad esempio i comunisti, o gli ex-tali, nella maggioranza a distinguersi da un insieme informe, come rischia di essere il partito nuovo della sinistra. Molto meglio mantenere la propria coerenza e rimanere ancorati all'insieme di valori in cui si crede, piuttosto che buttarsi in un minestrone dove si rischia di soffocare la propria identità in nome di un non meglio chiarito riformismo.
Noi questo processo di metodo lo abbiamo fatto; i nostri valori stanno lì sono chiari e ben definiti e sono la base del nostro programma per come vorremmo trasformare la società in cui viviamo. Siamo aperti a tutti i contributi di chiunque voglia partecipare, e sui programmi siamo ben disposti a discutere per trovare delle soluzioni utili. Una cosa però è certa, che sui valori di base, su cui riteniamo debba essere fondata la società non discutiamo: li condividiamo.
pubblicato da Segreteria     alle 17:46     Commenti 0 Commenti
07 gennaio 2007
CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA
Tentativo di legge elettorale, dichiarazione di intenti: cambiare le regole di voto per dare al paese la rappresentatività politica necessaria per governarlo. Gli italiani avevano scoperto con il maggioritario come scegliere la classe politica e sperimentato l’alternanza. L’attuale legge elettorale ci ha portato indietro di anni, a quando i partiti decidevano i candidati e le coalizioni si disfacevano e ricomponevano nel teatrino della politica in barba al voto degli elettori.
Abbiamo rischiato di diventare un paese normale dove chi comincia una legislatura la finisce e chiede agli elettori di giudicarlo per quello che ha fatto rispetto a quanto aveva promesso: e dove gli elettori decidono o meno di mandarlo a casa. Abbiamo rischiato anche di veder nascere nuovi partiti nel panorama elettorale in grado di portare un vento nuovo, di superare gli steccati ideologici, di innovare e trasformare questo paese.
Ma state tranquilli, questo rischio sta scemando. La nostra classe politica non ha alcuna intenzione di innovarsi e correre il rischio di passare la mano ad altri. Ma quale modello tedesco o francese, ma quale partito riformista. Vogliamo rischiare che quel virgola qualcosa perda il suo predellino?
Il re è morto, viva il re.
pubblicato da Segreteria     alle 08:12     Commenti 0 Commenti