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Statistiche Web
29 settembre 2006
LA VIA DEL DECLINO

1) Secondo uno studio dell’Aipb, associazione italiana di private banking, in collaborazione con Asam-Università cattolica di Milano e Pricewaterhousecoopers, le famiglie che possiedono più di 500 mila euro di patrimonio finanziario, ad esclusione degli immobili, sono passate da 692 mila del 2005 a 712 mila del 2006. Quindi aumentano i ricchi. Se guardiamo però come si compone questa ricchezza vediamo che il patrimonio in mano ai super ricchi è aumentato del 4,3% passando da 786 miliardi di euro a 820 miliardi di euro. Di questa massa di denaro tuttavia solo 10 miliardi sono ascrivibili all’ingresso di nuovi fondi; il resto è ricchezza che era già presente e che ha aumentato la sua dimensione. Tradotto in parole povere si arricchisce chi era già ricco.


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pubblicato da Segreteria     alle 13:47     Commenti 0 Commenti
23 settembre 2006
I VIZI CAPITALI DEL CAPITALISMO ALL’ITALIANA
Il prof. De Rita in un commento apparso il 19 settembre su Repubblica individuava in tre punti i mali del nostro capitalismo. 1) la presenza di manager interessati più a valorizzare le loro stock option, o bonus vari, che a creare valore per le loro aziende che si incamminano in risiko pericolosi sui mercati a colpi di indebitamenti colossali; 2) un gigantesco conflitto di interessi da parte del sistema bancario (sintesi colorita del concetto da lui espresso) che vede presenti con altri nomi merchant o private bank che lucrano in attività di supporto, advisor o altro di queste gigantesche operazioni di borsa; 3) banche che cercano strade per l’impiego degli enormi capitali raccolti attraverso posizioni dominanti sul mercato.

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pubblicato da Segreteria     alle 20:21     Commenti 0 Commenti
16 settembre 2006
PUBBLICO E' BRUTTO PRIVATO E' BELLO
Una tempesta si sta abbattendo su Prodi e sul suo consigliere economico Rovati per il piano che, con l’aiuto di una banca d’affari non proprio sprovveduta, prevedeva l’ipotesi dello scorporo dell’infrastruttura di rete fissa e la conseguente cessione delle quote di controllo tra la stessa Telecom, la CDP, e il rimanente in borsa. Come è congeniale in questo paese la polemica è tutta sui dettagli di come tale piano sia stato fatto pervenire piuttosto che sui contenuti.

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pubblicato da Segreteria     alle 19:14     Commenti 0 Commenti
12 settembre 2006
VINCE CHI ANTICIPA IL MERCATO E RIMANE COERENTE
Mentre tutti, o quasi, i media si affannano a presentarci la nuova strategia di Telecom, lo scorporo della telefonia mobile come preludio di una cessione, come il non plus ultra dell’innovazione e della retta via nelle telecomunicazioni, ecco che a sorpresa BT che aveva fatto le stesse scelte in precedenza, indicata come il riferimento da seguire, si allea con Vodafone per sviluppare un’offerta integrata fisso-mobile. Due operatori specializzati si alleano, forse anche come preludio ad una probabile fusione o integrazione, per sfruttare appieno la convergenza. Che dire?

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pubblicato da Segreteria     alle 19:56     Commenti 0 Commenti
10 settembre 2006
PRIVATIZZAZIONI E CAPITANI CORAGGIOSI
Tronchetti Provera vende Tim, scorpora la rete fissa, vende Tim Brasile, e si allea con Murdoch per rilanciare il gruppo Telecom e farlo diventare una media company, la vera strada del futuro delle telecomunicazioni. Il resto è nulla. Ma la convergenza fisso mobile? Una sciocchezza, è il passato; oggi il futuro è nell’integrazione tra contenuti e banda larga. Ed ecco che, sotto il riquadro della notizia, Il Corriere ficca l’intervista con l’economista di turno che ci spiega che cedere il controllo del mobile non è un problema, il futuro è nei media. Anche se solo due anni fa sono stati spesi ben 14 miliardi di euro per l’Opa su Tim, allo scopo di creare un vantaggio competitivo dato proprio dall’integrazione tra telecomunicazioni fisse e mobili.
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pubblicato da Segreteria     alle 22:32     Commenti 0 Commenti
06 settembre 2006
VERTICI RAI E QUALITA' DEI PROGRAMMI
Il nodo della nomina dei vertici Rai è, e rimane, uno dei tormentoni di ogni cambio di governo. Subito dopo arriva quello sull’annosa questione se la TV debba essere privatizzata oppure rimanere servizio pubblico. Nessuno tratta, sul serio ovviamente, il tema che ai telespettatori sta più a cuore: quello della qualità dei programmi. Senza dubbio l’indice di soddisfazione degli utenti è una delle cose che fanno meno audience nel mondo politico, anche se qualcuno dovrebbe veramente porsi il problema di "a cosa serve la televisione". Se il solo ed unico scopo di trasmettere dei programmi è quello di riempire con qualcosa gli spazi lasciati liberi dalla pubblicità, allora continueremo a subirci schifezze tipo l’ultima puntata di “Quelli che il calcio…” di domenica scorsa.
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pubblicato da Segreteria     alle 16:41     Commenti 0 Commenti