UNA TESTIMONIANZA SUI SOPRUSI
Riceviamo da una nostra lettrice questa lettera, a testimonianza di un fatto avvenuto che fa riferimento alla recente polemica sul tema dei taxi, che volentieri pubblichiamo.
“Gentile partito democratico, voglio raccontare un fatto accadutomi questa settimana al mio rientro dalle ferie, sperando che la mia testimonianza possa trovare spazio sul vostro sito.
Il 14 agosto all’aeroporto di Fiumicino prendo un taxi per rientrare a Roma, quartiere Eur, dalla fila regolare all’uscita degli arrivi internazionali. Quando siamo all’altezza del raccordo anulare, vedendo che il tassista non cambiava la tariffa extraurbana gli chiedo, dopo averlo abbondantemente superato, di applicare la tariffa interna cittadina, meno cara. Premetto che conosco molto bene il tragitto e il costo medio per una corsa di taxi dall’Eur all’aeroporto.
Per tutta risposta mi dice che il suo taxi non è di Roma ma del comune di Fiumicino e che per lui tutto il percorso è a tariffa extraurbana, in quanto il suo mezzo sta svolgendo il servizio fuori dal comune di appartenenza. Dopo una discussione su come possa accadere una cosa del genere mi dice che il suo agire è nelle regole, che non è stato lui a venirmi a cercare ma che sono io ad essere entrata nel suo taxi. Posso garantirvi che, come me, nessuno si sarebbe accorto, entrando nella vettura, della piccola scritta che compariva sullo sportello e identificava il comune di esercizio della licenza.
Il costo della corsa è stato superiore di circa il 25% sulla media, arrivando solo a 37 euro per il fatto che ho raggiunto il punto di Roma più vicino all’aeroporto. Non voglio immaginare che cifra avrebbe toccato il tassametro se il malcapitato si fosse fatto portare dall’altra parte della città; sarebbe stato un vero salasso.
Mi chiedo come mai un servizio erogato possa avere un costo variabile non in funzione del tragitto percorso ma del luogo di esercizio della licenza. Per caso i costi che determinano il prezzo di quel servizio (benzina, pneumatici, usura del mezzo, conducente, ecc) variano in funzione del comune in cui la licenza viene rilasciata? In tutti i paesi, diciamo occidentali, che ho visitato il costo da e per l’aeroporto ha una tariffa fissa, o almeno costante, proprio perché viene considerato un servizio pubblico. Solo da noi questo non accade e siamo lasciati in balia delle furberie di questa categoria, che si approfitta di noi come di tanti malcapitati turisti che arrivano nel nostro paese e scelgono di usare un taxi per raggiungere la città. Vogliamo capire che questo servizio è il biglietto da visita che si presenta entrando nel nostro paese? Possibile che proprio nella capitale ci sia questo trattamento a chi viene in visita? Sindaco Veltroni vogliamo fare qualcosa per renderci se non un paese civile almeno una città all’altezza delle altre capitali europee dove queste cose non accadono?
Mi auguro che questa mia esperienza possa essere letta dalla maggior parte delle persone, in modo che ognuno guardi attentamente a quale comune appartiene il taxi su cui sale.
Cordialmente,
Francesca L. - Roma
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